CHI È IL DEMONIO?

 

Appunti di Demonologia

Fonte: lezioni Mons. G.B. Proja (1993) e Suo libro: "Uomini Diavoli Esorcismi", 1992.

CHI È IL DEMONIO?
I demòni sono Angeli creati da Dio per la Sua gloria. Essi si sono allontanati da Dio per cercare la propria gloria invece di quella di Dio, con una scelta che è volontaria e totale. Mancano della visione di Dio e bruciano di un misterioso fuoco reale, punizione per la loro superbia. Tutto ciò è definitivo, eterno. Subiscono questa pena giusta con rabbia e con bestemmie. Malgrado ciò essi non possono intaccare il Creato e l'uomo.
I demoni, rispetto all'uomo, sono più intelligenti, più astuti, più vigili, più tenaci, per trascinare alla rovina le anime. Comunque, il demonio non è onnipotente, non è onnisciente, non è onnipresente. Si dice che durante alcuni esorcismi fu chiesto al diavolo di indicare come si svolgeva la sua esistenza. Rispose con una frase latina bifrontale, cioè leggibile da destra e da sinistra: "andiamo in giro di notte, e siamo consumati dal fuoco" - IN GIRUM IMUS NOCTE ET CONSUMIMUR IGNI. La frase risponde alla obiettiva notte del peccato, che avvolge in eterno i demoni.
La Chiesa, nella liturgia degli esorcismi, lo definisce "Maestro degli eretici = Haereticorum doctor". Esso osò tentare anche Gesù, il quale lo vince di continuo svelandone le astuzie diaboliche, rivelando la sua azione malefica, scacciandolo dai posseduti.
Vi sono tre nomi equivalenti per indicare il demonio:
SATANA = AVVERSARIO, che si oppone a Dio e all'uomo.
DIAVOLO = CALUNNIATORE, che travisa le opere e le leggi di Dio.
DEMONIO = ISPIRATORE, che suggerisce atteggiamenti contrari a Dio e dà impulsi ad agire così.
Nell'Antico Testamento vi sono altri nomi di difficile interpretazione:
ASMODEO = COLUI CHE FA PERIRE.
Nel libro di Tobia: "... l'odore del pesce (sul braciere) respinse il demonio, che fuggì nelle regioni dell'Alto Egitto. Raffaele vi si recò all'istante e in quel luogo lo incatenò e lo mise ai ceppi" (8,3). "Alto Egitto sta per "deserto".
AZAZEL, al quale veniva inviato il capro espiatorio nel deserto, oppure fuori città. È una designazione obrobiosa del capro espiatorio, portatore dei peccati dell'intero Israele.

I nomi dei Demoni che non sopportono le preghiere

Non sopportano la preghiera a San Michele

Non sopportano la preghiera a  San Giuseppe

Non sopportano la Consacrazione a San Michele Arcangelo

Non sopportano la S. Messa

Non sopportano il Credo

Non sopportano la Sequenza dello Spirito Santo

Non sopportano il Rosario

Non sopportano la preghiera per spezzare ogni maleficio e indebolire le forze sataniche

Non sopportano la Salve Regina

Non sopportano:A Maria contro le invadenze diaboliche

Non Sopportano:Liberami del male

Non sopportano:Al Signore Gesù

Non sopportano la Coroncina alla Divina
Misericordia

Non sopportano la Consacrazione alla Madonna

Non sopportano la Coroncina a Dio Padre

Non sopportano i Vespri

Non sopportano la Preghiera di liberazione a Gesù

Non sopportano:Augusta regina

Non sopportano la Coroncina a S.Antonio

Ed ora passiamo a conoscere le cause indirette della vessazione diabolica.
1. LE FATTURE.
È possibile che Dio permetta ad alcune persone di fare del male ad altri. Sappiamo bene che leggi fondamentali di solidarietà legano gli uomini sia nella famiglia che nella società. Nell'ambito morale ci può essere una persona che da sola, o in collegamento con altre persone, si mette in contatto con le forze diaboliche e riesce ad operare il male su un individuo. È una operazione spirituale fatta attraverso oggetti determinati contro l'uomo che è spirito. Spesso si tratta solo di gente che fa chiacchiere, ma può capitare. È chiaro che se il cristiano si trova in una situazione di ordine di fronte a Dio, la fattura ottiene come effetto che la persona avverta solo un fastidio, un punzecchiare, un malessere. In questo caso si ha un punto di partenza e non uno di arrivo. Se la persona fatturata è in condizione di disordine dinanzi a Dio, allora è nelle condizioni ideali alla ricezione della fattura. Si ha qui un punto di partenza e uno di arrivo. Dobbiamo quindi cautelarci mettendoci in ordine, rendendo manifesti i SEGNI DELLA GRAZIA, che sono i Sacramenti e le azioni visibili.
Il mago per la fattura utilizza pupazzetti, intrugli, capelli, spilli, limoni tagliati a metà riempiti di spille. Poi dipende dalla zona in cui si effettua il rito. La vittima trova questi oggetti o li riceve in dono sotto forma di piccoli oggetti d'oro, piccoli ninnoli. Bisogna stare attenti, ma l'amore del prossimo è più grande e lo scambio di doni è cosa buona.
2. IL MALEFICIO.
È come la fattura, solo che non è espresso tramite oggetti. Le due parole sono quindi equivalenti. Il maleficio, comunque, si concretizza, secondo alcuni esorcisti, in piccoli oggetti, ma non sempre. Quando si vuole "lanciare" una malattia da cui una persona non possa guarire, il mago "concretizza", con un rito, cibi putrefatti in un determinato luogo. L'individuo si ammala ed appassisce fisicamente senza che i medici possano rendersi conto delle cause. Quando la persona maleficiata si sente avvolta da pensieri e paure che le rendono difficile agire anche nelle cose più normali, si è in presenza del maleficio di legamento. Quando in un rapporto di amore vi sono alternanze di odio-amore inspiegabili, in alternanza continua con susseguente spossatezza psichica, c'è il maleficio amatorio. Se l'individuo ha un'intossicazione morale, fisica, intellettuale tale che la sua vita ne è sconvolta con dolori di ogni genere e con depressioni psichiche deprimenti, c'è maleficio venefico. Quando il maleficiante agisce con spilli o altri oggetti acuminati sul pupazzo (di cera, di pongo...) e una determinata persona è colpita da mali nel modo corrispondente all'azione del mago, c'è maleficio di trasposizione di trasferimento.
3. IL MALOCCHIO.
È un segno di malevolenza che si esprime con uno sguardo, anche benevolo, ma che molto spesso è malevolenza. In ogni paese d'Italia vi sono tradizioni riguardo al malocchio. Ma il malocchio non esiste. Può capitare che i bambini si ammalino dopo aver incontrato una determinata persona che si ritiene lanci il malocchio. Ma è solo un caso. È quindi inutile andare dalle magare per le loro cerimonie strampalate, perché si rischia solo di far passare il diavolo.
4. LE MALEDIZIONI.
Molti mali fisici e morali vengono attribuiti alle maledizioni. E se io ricevo da una persona una maledizione, essa opererà il danno effettivamente? Staremmo freschi. Quante mamme, se il figlio rompe un oggetto, maledicono. E fra le persone, poi. Nella provincia di Frosinone è molto usato il: "Ti possano sparare". Secondo la Bibbia vi sono solo due casi in cui si può parlare di una rispondenza al cospetto di Dio della maledizione. È il caso della MALEDIZIONE DEI GENITORI. Non tutte le parole dette nelle esasperazioni per sofferenza hanno valore. Solo quando i figli fanno qualcosa che va contro il Verbo, contro il rispetto che si deve ai genitori. Se, per il torto ricevuto, in un momento di esasperazione, il genitore emette la maledizione, in qualche modo può essere accettata da Dio e il figlio deve temerlo. Mentre per gli altri nove comandamenti vi è garantita la benedizione e l'assistenza di Dio, per il quarto comandamento, "onora il padre e la madre", il Signore influisce direttamente sul tempo che si ha sulla terra. A Roma nel 1944, in zona Garbatella, in tempo di guerra, una povera signora era bersagliata in maniera violenta dal figlio, che arrivò a prendere il coltello e a minacciare la madre. Ecco, in questa situazione se la madre butta fuori una maledizione, può essere certa di essere ascoltata. Il Siracide dice: "Chi abbandona il padre è come una bestia, chi insulta la madre è maledetto dal Signore".
Se un matrimonio viene celebrato senza la benedizione dei genitori, ciò comporta dei pericoli in quanto questo matrimonio viene celebrato con un elemento essenziale in meno. Ma se il giovane evita lo scontro frontale coi genitori e, dopo una prudente consultazione, ritenga di andarci lo stesso, non deve pensare di ricevere una maledizione, malgrado l'animo sia sicuramente rammaricato. C'è il caso, poi, della MALEDIZIONE DEL POVERO. Se il povero, esasperato, ad uno cui si è rivolto per chiedergli aiuto e questa persona, pur avendo tutti i poteri per aiutarlo non lo aiuta, ma anzi usa parole di scherno e di disprezzo, lancia una maledizione contro costui, questa viene convalidata da Dio. Bisogna quindi avere slancio di amore il più ampio possibile verso gli altri: un sorriso, sostare un attimo. Vi è pure una maledizione di ordine ecclesiale, la MALEDIZIONE DEL SACERDOTE. Il sacerdote riceve da Dio ciò che è necessario alla vita del rapporto degli uomini con Dio. Un missionario in Cina ed un sacerdote di Roma lanciarono maledizioni che si sono verificate in maniera impressionante. La Chiesa non ha mai dato maledizioni di nessun genere; può però scomunicare, e la scomunica è pena medicinale per scuotere l'uomo. Nel Codice di Diritto Canonico vi sono scomuniche già decise (si dice "lata sententia") ma ne sono previste altre decise di volta in volta ("ferenda sententia"). È attivo il primo tipo di scomunica quando vi è APOSTASIA DALLA FEDE, cioè quando coscientemente il fedele aderisce a gruppi scismatici; o se l'ABORTO è effettivamente effettuato; se vi è PROFANAZIONE DELLE SPECIE CONSACRATE O ASPORTAZIONE E CONSERVAZIONE A SCOPO SACRILEGO; infine CONTRO LA MASSONERIA.

Gesù ha scelto i suoi Apostoli, li ha tenuti con se per tre anni, li ha imbevuti del suo amore e della sua dottrina, li ha colmati della sua grazia, ha fatto passare nelle loro mani i suoi poteri spirituali. Lo Spirito Santo ha poi confermato e vivificato ogni cosa. Tra i poteri consegnati a Gesù agli Apostoli emergono:
a) fare la Eucarestia in sua memoria;
b) rimettere i peccati col Battesimo e la Penitenza;
c) annunziare in modo infallibile la sua dottrina ;
d) esplicitare quanto da Lui stabilito in forma di principio (p.es. i Sacramenti).
Accanto a questi basilari poteri ve ne sono altri minori:
- "il dono dei miracoli e lo scacciare gli spiriti immondi".
"Diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattia" (Mt. 10,1).
"Egli allora chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demoni e di curare le malattie" (Lc. 9,1).
"Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo" (Gv. 17,14).
"Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi... E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano" (Mc. 6,7; 6,12).
"Giovanni disse Lui: 'Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri'. Ma Gesù disse: 'Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. Chi non è contro di noi, è per noi. Chiunque vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa'". (Mc. 9,38).
Tutti i poteri, compreso quello di scacciare i demoni, sono affidati alla Chiesa, la quale li gestisce in modo rispondente alle esigenze del tempo. E, secondo l'attuale disciplina della Chiesa, "il Vescovo ha la pienezza del sacerdozio e della successione apostolica"; può quindi comandare ai demoni perché vadano via dai vessati. In più, ogni sacerdote ha la capacità di comandare ai demoni così da espellerli dai vessati; ma lo può fare solo su delega del Vescovo. La Chiesa considera "abusivi" e inefficaci gli Esorcismi praticati dai laici a cui manca il potere di base. Possono però pregare per gli ossessi. È vietato ai laici recitare le frasi degli Esorcismi ed imporre le mani. Durante il rito, officiato dal Vescovo o da un sacerdote autorizzato, possono prestare ogni aiuto necessario alla bisogna, oltre le preghiere. L'Esorcista lavora sulla base della Fede e ne fa la propria forza. Non c'è bisogno di un "carisma" particolare o di un fatto paranormale. Tuttavia alcuni santi sono arricchiti da Dio di "carismi", capacità paranormali, del dono dei miracoli, della "scrutazione dei cuori", della miracolosa diagnosi delle malattie; e per ciò ne sia benedetto il Datore d'ogni bene.
La parola Esorcismo è una translitterazione del greco "EX-ORKIZO", verbo che significa SCONGIURO.
Questa parola si trova di frequente nei papiri e nei libri esoterici dell'Egitto e di altri paesi orientali (soprattutto in Caldea), ed anche nei testi e negli usi greci e romani. Gli esorcismi pagani si effettuavano in alcuni templi di divinità con uso abbondante di formule magiche. Mentre nella Chiesa l'Esorcista mira a scacciare il demonio dai vessati e, quindi, cerca di costringerlo a manifestarsi per quello che è, per il nome con cui viene conosciuto, per i motivi della sua presenza, per eventuali corresponsabili umani di detta presenza; nell'uso pagano l'esorcista cercava di comandare lo spirito malvagio con forme di scongiuro o altri interventi verbali e rituali.
I fedeli che si sentono attaccati dal demonio in qualche forma, possono recitare la PREGHIERA DI LIBERAZIONE, preghiera generica molto efficace. La Chiesa effettua appunto gli Esorcismi che, oltre ad essere preghiera di liberazione, contengono in più l'autorità imperativa della Chiesa. Nel rito attualmente in uso è previsto un ESORCISMO PREBATTESIMALE, per il Battesimo dei bambini e degli adulti. Un ESORCISMO i DEL RITUALE ROMANUM, classico, con formule in latino, con 21 norme pratiche introduttive. Infine un ESORCISMO II-"IN SATANAM ET ANGELOS APOSTATICOS", detto di LEONE XIII, in quanto il papa lo abbia redatto dopo una visione in cui le forze diaboliche si scatenavano nel mondo e, più furiosamente, contro la Chiesa. Lo stesso papa ordinò che al termine della S. Messa si recitasse la 'Salve Regina' ed un'invocazione a S. Michele Arcangelo. Questo esorcismo può essere recitato privatamente, non per eseguire un Esorcismo, ma come implorazione di grazie per tutta la Chiesa, per sé stessi e per i propri cari. Ma non pubblicamente, né ufficialmente. Il cristiano è Esorcista per sé stesso, ma non può esercitarlo per altri.

Aurelio Nicolazzo

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